Il mio primo giorno

17 Gen, 2023 -

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Parte terza

Il mio primo giorno di lavoro fu un’escalation di emozioni <3

Per prima cosa avevo un badge con tanto di nome e foto.

Aprirei volentieri una delle mie parentesi, ma mi limiterò a dire soltanto che il badge è portatore di un potere nascosto che i moderni scienziati non riescono ancora a spiegare. A metà tra sacro e profano, il badge è intriso di valori quasi mistici. Non so spiegarlo bene ma se dai un badge a qualcuno,  quel qualcuno risplenderà di un’altra luce.

La prossima volta che vedete una persona indossarne uno, fateci caso, non sto mentendo.

Seconda cosa, l’azienda pagava un ganzo sistemista per risolvere tutto quello che solitamente nelle piccole aziende a conduzione familiare era compito del “cuggino” di turno o del dipendente che veniva elevato a tecnico informatico per le sue alte conoscenze del settore. Il più delle volte, per ricoprire questo ruolo bastava pochissimo. Ad esempio, conoscere la differenza tra rete LAN e WiFi ti faceva guadagnare immediatamente lo status di informatico dell’ufficio con tanto di chiassoso applauso e sguardi rapiti tutt’intorno.

Avevo una postazione equipaggiata con software gestionali e strumenti di collaborazione aziendale come  trello e slack. E poi, dulcis in fundo, potevo finalmente trasformare quella scrivania nel mio regno, farla mia disseminando in totale libertà la migliore selezione di oggettini acquistati da Tiger. Non so spiegarvi bene la sensazione, ma finalmente sentivo di essere sbarcata in un’azienda che oltre a riconoscermi uno stipendio – e versarlo, cosa per niente scontata –  poteva darmi l’opportunità di esprimermi e crescere. Lo sentivo nell’aria il progresso, era lì tra i miei nuovi colleghi che vivevano in perfetta simbiosi con l’arredamento nordeuropeo minimalista presente negli spazi luminosi in cui si sentiva il profumo di caffè e dei modaioli infusi speziati allo zenzero .

Con mia grande sorpresa imparai che erano proprio questi gli ingredienti segreti per quel cazzeggio di qualità, in assoluto, parte integrante di un rituale aziendale a cui dovevi partecipare per vivere a pieno la vita d’ufficio di una startup.

Una cosa nuova per me, che venivo da esperienze lavorative in cui le pause erano considerate superflue o addirittura viste come una scusa del lavoratore sfaticato. Vaglielo a spiegare che le pause – previste tra l’altro dal contratto nazionale – sono importanti per una questione di salute e benessere del lavoratore e favoriscono – di riflesso – anche la produttività.

Ma tanto si sa: ciò che è non è sempre come dovrebbe essere.

Comunque, vi ho detto della fantastica sala relax?

In provincia di Catania si guardava oltre l’orizzonte. I modelli che ispiravano la Start up innovativa in cui ero approdata erano quelli di aziende che sorgevano nella Silicon Valley, California del Sud, Stati Uniti. E una start up che si rispetti,  dal respiro internazionale, vuoi che non metta a disposizione dei suoi impiegati un tavolo da ping pong e una nintendo?

Servivano, eccome se servivano! Così potevi sentire quel luogo di lavoro come una casa, un posto amichevole in cui socializzare o scaricare un po’ di tensione se e quando i task si facevano troppo impegnativi.

Task: dall’inglese “compito”. Molto frequente nel gergo “startappese”, in cui è ben visto l’uso di molti anglicismi

Dentro mi dicevo: Mamma hai visto? Non c’è stato bisogno di emigrare all’estero … e daje lo sapevo, avevo ragione!

Mamma: Bravissima Donata, il tuo potenziale sopito di donna istruita e curiosa nata alla fine degli anni 80’ sarà finalmente sfruttato e valorizzato a dovere per produrre cose meravigliose. Sono orgogliosa di te, dai continua così…

…Mangi a casa?

Fine terza parte

in attesa della quarta parte, lasciate un commento se vi va 😉

qui trovate la quarta parte…


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6 di risposte

  1. Cetty ha detto:

    la storia si fa sempre piu’ intrigante, al punto che viene da chiedersi: ” dov’e’ la fregatura?” “no, ma troppo bello per essere vero” 😀

    1. Quandohounattimo ha detto:

      Che istinto!!! Ancora qualche altra puntata e saprai ❤️😘

  2. Luca Luke ha detto:

    Ti si legge tutto d’un fiato. Sei bravissima a raccontare 💪🏻

  3. complimenti…racconti, alla 0calcare ma senza essere così caustica, la nostra generazione così tanto bistrattata da tutti, grazie!

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